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Dove è nata la Pasta? Le origini di uno dei più famosi alimenti del mondo!

Dove è nata la pasta?
In Italia o in Cina?

Cerchiamo insieme di ripercorrere le principali tappe che hanno portato alla nascita e all’affermazione di uno degli alimenti più famosi e apprezzati in Italia e all’Estero: la pasta!

Nel X secolo a.C. l’uomo abbandona la vita nomade, basata principalmente su caccia e raccolta, per diventare agricoltore iniziando così a seminare e coltivare i campi. Ha inizio la coltivazione del grano, avo della pasta, le cui tecniche di lavorazione si sono evolute nel tempo, prevedendo la semina e la raccolta fino ad arrivare alla macinazione, il cui prodotto, impastato con acqua, serviva a creare impasti sottili che venivano cotti su pietre roventi.

Dove è nata la pasta?

Controversa è la questione sull’origine geografica della pasta.

Nel tempo si è consolidato un acceso dibattito tra Italia e Cina che si contendono il primato di creatori e promotori della pasta così come la conosciamo oggi.

Dalle testimonianze storiche è difficile decretare in maniera assoluta se la Pasta sia nata in Italia o abbia origine dai Noodles Cinesi.

La tesi più accreditata è che, storicamente, i diversi ritrovamenti rinvenuti in Occidente e in Oriente possono considerarsi indipendenti e paralleli: i cinesi non conoscevano il frumento, ingrediente principali delle produzioni italiane e utilizzavano principalmente riso e miglio.

La pasta in Occidente

In Occidente i primi segnali dell’esistenza della pasta risalgono alla civiltà greca: la parola “laganon” utilizzata da Aristofane (450-385 a.c.) indicava una grande e piatta sfoglia di pasta. Lo stesso significato ha il termine latino utilizzato da Orazio (65-68 a.c.) laganum, citato anche da Cicerone nei suoi scritti, che indicava un foglio di pasta tagliato a strisce che si diffuse in tutto l’impero romano.

Nel 1154 un geografo arabo Al Idrin parla di un “cibo di farina in forma di fili” che veniva prodotto a Palermo, confezionato in botti e spedito in tutta Italia.

Nel 1279 il notaio Genovese Ugolino Scarpa riporta, in un suo scritto contenente l’inventario di una nave, la dicitura “bariscela plena de macaronis” sfatando il mito secondo cui sia stato Marco Polo a introdurre, nel 1295, la pasta in Italia importandola dalla Cina.

Intorno al IX secolo furono gli arabi a rivoluzionare il concetto di pasta introducendo quella che oggi conosciamo come pasta essiccata. Vivendo in territori desertici, gli Arabi non disponevano di forniture d’acqua sufficienti a produrre quotidianamente pasta fresca, questo li portò a sperimentare l’essiccazione dei filamenti per aumentarne i tempi di conservazione. La pasta essiccata si diffuse in Italia dunque, a seguito della conquista Araba della Sicilia. La tecnica dell’essiccazione (tramite semplice esposizione all’aria) viene puntualmente descritta da Bartolomeo Sacchi, prefetto della Biblioteca Vaticana, nel 1974 all’interno di un ricettario dal titolo “De Honesta Voluptate”.

Nel Nord Italia, dove il clima rendeva difficoltosa l’essiccazione naturale della pasta, venne creata la “Giostra”, uno strumento di legno alimentato da forza motrice idrica o animale che posto in un ambiente asciutto e caldo permetteva di produrre pasta sia corta che lunga.

Quando nella prima metà del ‘500 in Italia arrivò dal Perù il pomodoro nacque il sodalizio perfetto conosciuto ancora oggi in tutto il mondo: la famosa pasta col pomodoro.

La pasta diviene un alimento principale nella dieta degli Italiani tanto da convincere i maestri pastai a riunirsi in associazioni di mestiere il cui operato venne riconosciuto e regolamentato da una bolla papale del 1641.

PRODUZIONE

Fino al 1870 l’impasto di semola e acqua veniva lavorato in grosse tinozze con i piedi, successivamente sotto la spinta del re delle Due Sicilie, Ferdinando II vennero sviluppate diversi processi meccanici che portarono alla nascita del torchio idraulico poi sostituito da quello a vapore.

METODI DI COTTURA

Per quanto riguarda i metodi di cottura inizialmente le sfoglie di pasta e i primi formati corti e lunghi venivano cotti in forno utilizzando il condimento come liquido di cottura; solo successivamente venne introdotta la bollitura.

CONSUMO

Fino al XVII-XVIII secolo la pasta veniva mangiata con le mani. L’introduzione della forchetta ha origine nel Regno di Napoli per poi diffondersi nei palazzi dei Dogi Veneziani e nella corte fiorentina dei De ‘Medici che la esportorano anche in Francia da cui si diffuse in tutta Europa e nel mondo.

PASTO

Mentre in Italia la pasta era un cibo quotidiano diffuso principalmente nelle classi povere all’estero si diffuse come “leccornia e stravaganza italiana” soprattutto tra i nobili e le corti dei ricchi.

CONCLUSIONE

Avete imparato qualcosa di nuovo? Secondo voi la pasta ha origini italiane o cinesi?

Noi non siamo in grado di affermare con certezza se sia nata prima la pasta all’italiana o i noodles cinesi, di una cosa siamo però certi… la pasta italiana è la migliore del mondo e noi italiani siamo maestri nel cucinarla!

Non ci credete?

Provate Pasta Vera e non ve ne pentirete.

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